Pertosse in gravidanza: il test per proteggere la mamma e il bambino
A cura di: Redazione
Gli Istituti di Ricerca del Centro Clinico Altamedica di Roma hanno ideato un nuovo test in grado di individuare le complicazioni più pericolose della pertosse in gravidanza, per valutare la giusta protezione.
In questo modo i medici possono sapere se la gestante è affetta da pertosse e quali siano i soggetti da vaccinare.
Si chiama “pregnancy complication test” e, come spiegato da Claudio Giorlandino, direttore generale dell’Italian College of Fetal Maternal Medicine, si tratta di un test multiplo che può valutare, individuare e prevenire le problematiche più importanti della gravidanza.
La pertosse in questo momento sta diventando un’emergenza sanitaria anche tra le donne incinte e la maggior parte delle persone non è opportunamente protetta dalla malattia. Per questo emerge la necessità di vaccinare le donne incinte, così da impedire malattie o ricadute per la mamma e rendere immune il feto tramite il passaggio di anticorpi specifici che lo possano proteggere dopo la nascita.
Questo test analizza la quantità di anticorpi IgG e, al di sotto di un determinato livello di protezione, suggerisce al medico il bisogno di vaccinare la donna incinta. Valori superiori indicano che la gestante è sufficientemente protetta. Valori più elevati possono indicare un’infezione in atto e quindi bisogna avere una particolare attenzione al momento della nascita, ovvero allontanare il bambino dalla mamma.
L’esperto ha spiegato che sempre più neonati e bambini sviluppano serie complicazioni se vengono colpiti da questa malattia. Si parla di polmonite ed encefalite, che in alcuni casi portano alla morte.
Per questo è importante vaccinare la donna incinta tra la 28esima e la 32esima settimana di gestazione. Questo per evitare che la mamma contragga l’infezione ed infettare inconsapevolmente il neonato.
Le donne incinte vaccinate possono trasferire al feto le immunoglobine necessarie perché il bambino sia al sicuro già nei primi mesi. I bambini, nonostante la prima vaccinazione venga effettuata al terzo mese di gravidanza, non acquisiscono protezione regolare fino alla terza dose del richiamo, a 11 mesi di vita.
Proprio per questo motivo è importante conoscere i movimenti anticorpali all’interno della gestante, per stabilire se sono sufficienti a proteggere il feto alla nascita. In caso contrario è il caso di vaccinarsi.
Fonte:
meteoweb.eu
Leggi anche:
Vaccini in gravidanza: i consigli del Ministero della Salute
Ecografia morfologica: tutte le informazioni utili
In gravidanza bisogna prestare una maggiore attenzione alla salute del cuore




