I permessi per le visite mediche e le ecografie in gravidanza
A cura di: Redazione
Durante la gravidanza, ogni donna incinta che lavora, non ha diritto soltanto alla maternità, ma può anche chiedere dei permessi speciali che le vengono retribuiti.
La donna incinta lavoratrice dipendente, infatti, ha diritto ha permessi retribuiti per effettuare visite mediche oppure controlli ed ecografie.
Il permesso retribuito per i controlli prenatali include il tempo impiegato per effettuare la visita e il tempo impiegato per il raggiungimento della struttura sanitaria e per rientrare nella sede di lavoro, come previsto.
Se questo tempo coincide con le ore in cui la gestante lavora, allora il permesso riguarda l’intera giornata lavorativa, che verrà in ogni caso retribuita nonostante l’assenza.
Non esiste un limite massimo di permessi che possono essere richiesti durante i nove mesi, basta informare il datore di lavoro della gravidanza con un certificato medico e presentare delle apposite domande e documentazioni che attestano la data e l’orario in cui sono stati effettuati i controlli.
Il datore di lavoro non può rifiutarsi di concedere questi permessi alla donna incinta, ma deve controllare la documentazione che viene consegnata. I permessi non possono essere negati e il datore di lavoro non può chiedere alla gestante di recuperare le ore perse.
Le lavoratrici che richiedono i permessi per le visite mediche non possono essere sottoposte a visita fiscale.
Questi permessi sono compresi nella categoria dei permessi retribuiti e non serve una causola contrattuale perché si tratta di un diritto di tutte le lavoratrici dipendenti che aspettano un bambino.
Fonte:
money.it
Leggi anche:
Ecografia morfologica: tutte le informazioni utili
Vaccini in gravidanza: i consigli del Ministero della Salute




