Milano approva il progetto MAAM, dedicato alle mamme che lavorano
A cura di: Redazione
La maternità, troppo spesso, viene vista come un freno alla propria carriera, a causa anche dei numerosi datori di lavoro che licenziano le donne quando rimangono incinte.
Il cambiamento per le mamme lavoratrici, però, sembra sempre più vicino, e lo conferma il fatto che il Comune di Milano ha approvato il progetto MAAM, dedicato alla valorizzazione delle competenze lavorative allenate dalla maternità.
Quando le donne diventano mamme hanno davvero tante cose da imparare e da fare, come migliorare la propria capacità di gestire il tempo, l’empatia, la capacità di collaborare con altre persone, la creatività. Sono tutte caratteristiche essenziali per fare la mamma e gestire dei figli, ma sono anche ottime carte da potersi giocare nell’ambito del lavoro.
Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il Lavoro di Milano,ha spiegato che la maternità e la paternità sono esperienze davvero formative, che arricchiscono le persone. Questo arricchimento personale può diventare un’ottima risorsa anche nel mondo del lavoro, per aziende ed enti pubblici.
Tajani aggiunge che c’è la convinzione che sia necessario cogliere questa opportunità, portando le tante grandi capacità delle mamme nei servizi ai cittadini e nella gestione migliore degli uffici comunali. In questo modo le mamme possono mettere a disposizione le loro competenze ottenute grazie alla maternità e le diverse direzione avranno gli strumenti per saperle riconoscere ed impiegare a vantaggio dei servizi per i cittadini.
Un’ottima notizia per tutte le donne, che spesso devono rinunciare alla maternità per il lavoro, oppure al lavoro per la maternità, come se le due cose non potessero convivere.
Riccardo Zezza, Ceo di MAAM, ha spiegato che ogni anno le azziende spendono un miliardo di euro in formazione e le competenze che ricercano solitamente sono quelle che portate dalla maternità.
Un passo davvero significativo, visto che Milano è la prima città italiana per l’occupazione femminile. In questa città il 65% delle donne, tra i 20 e i 64 anni, ha un lavoro, superando addirittura la media europea del 60,45 e quella italiana del 47,2%. La quota dei dirigenti maschi, però, rimane decisamente superiore a quella delle donne.
Un cambiamento in questa direzione è necessario, ed esiste chi ci sta già provando, come Accenture, che ha avviato un progetto pilota nelle sedi italiane. Si tratta di un sostegno ai neo-genitori, rafforzando lo smart working e supportando iniziative di coacing per far capire che la maternità può essere un’occasione di crescita personale.
Fonte:
vanityfair.it
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