Maternità e lavoro: su 10 donne che si licenziano, 8 sono mamme
A cura di: Redazione
Le mamme che lavorano sono donne che sanno impegnarsi sul posto di lavoro ma che riescono a mantenere la loro attenzione sempre molto alta anche sull famiglia e sulla cura dei figli.
A sostenere le difficoltà tipiche delle donne che lavorano fuori e dentro casa, sono più che altro quelle che hanno figli grandi, mentre le mamme più giovani, soprattutto se al primo figlio, ad oggi hanno molti più dubbi e si sentono molto più demoralizzate.
Secondo i dati dell’anno 2016 dell’Ispettorato del lavoro, su 10 donne che si sono licenziate, 8 orano mamme, e circa 4 di loro lo hanno fatto per le difficoltà a cui andavano incontro nel gestire insieme figli, casa e lavoro.
In Italia l’occupazione femminile su base mensile raggiunge il 48,9%, a differenza dell’Europa che raggiunge una percentuale del 68,5%. Le donne che si arrendono lavorativamente parlando lo fanno soprattutto per il denaro. Una mamma che lavora deve pagare una babysitter, oppure un asilo nido, che spesso portano via quasi l’intero stipendio del lavoro. Senza contare che spesso i posti negli asili sono pochi, e si rischia di rimanere fuori. Inoltre, non è certo semplice delegare la crescita del proprio figlio ad altre persone. Per tutti questi motivi, molte mamme scelgono di dare le dimissioni.
È fondamentale un sostegno per tutte le donne che decidono di essere mamme, sostegno economico, sgravi fiscali, servizi sociali, orari flessibili a lavoro.
E sarebbe molto utile, inoltre, creare compagne di informazione riguardanti la crescita dei figli delle donne che non hanno la possibilità di occuparsi di loro a tempo pieno, per aiutare le donne a non sentirsi sbagliate o inadeguate in questo ruolo solo perché hanno deciso di continuare a lavorare.
Le mamme devono essere aiutate, per riuscire a conciliare lavoro, cura della casa e cura dei figli, senza sentirsi in colpa e senza dover prendere drastiche decisioni che potrebbero compromettere il loro futuro lavorativo e la loro carriera.
Fonte:
lastampa.it
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