L'importanza di educare i bambini alla condivisione
A cura di: Redazione
La parte più importante della condivisione non è quella materiale, ma quella emotiva. Bisogna insegnare a dare agli altri qualcosa di se stessi, senza ovviamente sacrificarsi troppo.
Donare la propria gioia, la propria passione, il proprio umorismo, le proprie emozioni, è u regalo davvero incredibile, proprio come diceva Eric Fromm, psicologo, sociologo, psicoanalista e filosofo tedesco.
I bambini (come gli adulti) spesso hanno difficoltà nel condividere le proprie cose, come i giocattoli con fratelli e sorelle, oggetti di cancelleria con i compagni di scuola, e spesso la loro frase preferita diventa "è mio!".
La generosità si manifesta in termini di altruismo, disinteresse, prontezza al sacrificio e al perdono. Questi insegnamenti spesso non vengono trasmessi come si dovrebbe e per questo i bambini mostrano difficoltà di socializzazione e condivisione, soprattutto a scuola.
Educare alla condivisione è molto importante perché determina il modo di stare con gli altri e la capacità di prestare attenzione nei confronti degli altri.
L'altruismo si apprende con il tempo: fino ai 7 anni non è possibile per un bambino abbandonare il suo egocentrismo. Cedere i propri giocattoli prima di questa età significa abbandonare e perderli per sempre, proprio per questo i bambini fanno i capricci e si rifiutano.
A scuola il bambino impara a mettere in pratica la sua educazione e a far valere il suo punto di vista. Il confronto con gli altri serve a determinare la sua capacità di tollerare la compagnia ed entrare in empatia con gli altri, rinunciando ad un po' del suo egoismo e creando legami significativi.
La condivisione non è una scelta obbligata ma spontanea, per cui è controproducente costringere i bambini a donare qualcosa se non lo desiderano.
L'oggetto che trattengono rappresenta una specie di riconoscimento, una parte di sé a cui non vogliono rinunciare. Solitamente si tratta di un comportamento appreso. La famiglia deve dare l'esempio di altruismo e condivisione.
Per educare un bambino alla condivisione è possibile proporgli una scelta che non rifletta un atteggiamento di chiusura nei confronti di altre opportunità. L'obbligo spinge il bambino a rifiutare e diventa tutto più difficile. È utile incoraggiare ai turni nel gioco per autoregolarsi. Il bambino, avendo a disposizione un proprio tempo, potrebbe godere a pieno di ciò che ha a disposizione e cedere più facilmente l'oggetto.
I genitori devono spiegare quanto è importante la generosità, usando storie e racconti per appassionare i bambini e insinuando un atteggiamento positivo nei confronti della condivisione. È importante far capire che non tutti hanno la possibilità di avere le cose che hanno gli altri, per cui concederne l'uso mette tutti sullo stesso piano.
Il senso del possesso si apprende in famiglia e i bambini osservano la generosità e la gentilezza negli adulti, prima di farle proprie. È importante che i giochi in casa siano a disposizione di tutti, fratelli, sorelle e genitori (anche se il bambino è figlio unico).
Insegnare a dire "grazie" è estremamente importante. La gratitudine è un sentimento importante che deve essere sentito e apprezzato.
Ovviamente non bisogna mai esagerare perché l'eccessiva generosità potrebbe essere dannosa e male interpretata dagli altri, soprattutto nell'ambito del bullismo.
La giusta misura può essere una buona opportunità anche elle relazioni con gli altri, imparando anche a difendersi.
Fonte:
pianetamamma.it
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