La tecnica del time out nell'educazione dei bambini
A cura di: Redazione
La tecnica del time out è una soluzione geniale per molti genitori. Rimane qualcosa di molto soggettivo, che funziona perfettamente con alcuni bambini mentre viene rifiutata categoricamente da altri.
Il time out è l'allontanamento temporaneo del bambino da un ambiente in cui si è verificato un comportamento inaccettabile, come lo scopo di toglierlo da un contesto piacevole e rimuovere l'atteggiamento sbagliato.
Si tratta di una tecnica educativa che viene raccomandata da molti pediatri e psicologi dello sviluppo, che la ritengono molto efficace. Solitamente si sceglie un angolo della casa in cui il bambino deve rimanere in silenzio per alcuni minuti, come una sorta di time out.
Secondo uno studio della "Oregon Health and Science University" di Portland, l'85% dei genitori che usa questa tecnica commette diversi errori che ne riducono l'efficacia.
Spesso, per esempio, i genitori danno un numero troppo eccessivo di avvertimenti, parlano con i figli durante il time out oppure li mettono in un angolo in silenzio ma con diversi giocattoli a disposizione.
Il concetto di time out è stato inventato nel 1958 dal ricercatore Arthur Staats, in un periodo in cui gli insegnanti schiaffeggiavano spesso i bambini, così come i genitori li sculacciavano. Oggi un atteggiamento simile da parte di un insegnante non verrebbe mai accettato, per fortuna. Questo grazie all'avvento di un approccio educativo non basato sulle punizioni corporali.
Diverse ricerche hanno dimostrato che i bambini che sono stati picchiati quando erano piccoli hanno maggiori probabilità di diventare aggressivi da grandi, di soffrire di ansia e depressione o di fare abuso di sostanza.
Il time out, però, non è sempre così efficace e benefico. Quando un bambino ha un momento di crollo emotivo o di rabbia, come ha spiegato Daniel J. Siegel, professore di psichiatria presso la UCLA School of Medicine, può essere sopraffatto dalle sue emozioni e totalmente incapace di controllarle. In queste occasioni, invece che farlo subito sedere in un angolo, sarebbe giusto fargli sapere che siete in sintonia con lui. La maggior parte degli esperti pensa che i time out siano efficaci se vengono usati correttamente e nelle situazioni giusti, con bambini di età superiore ai 3 anni.
Questa tecnica potrebbe essere usata in situazioni che possono mettere il bambino o qualcun altro a rischio di farsi male, come ha sottolineato Ari Brown, pediatra e scrittore.
I genitori commettono spesso diversi errori nell'utilizzare la tecnica del time out. È sbagliato usarla troppo spesso, perché non è vero che induce i bambini a riflettere dei guai che hanno commesso. Si tratta principalmente di una strategia che consente di non peggiorare la situazione.
Molti genitori danno attenzione ai bambini durante il time out, ma è sbagliato. Prestare attenzione al comportamento sbagliato dei bambini può incoraggiarlo. Il time out deve consistere nella mancanza di attenzione dei genitori per un periodo di tempo che permette al bambino di capire che ha perso l'attenzione a causa del suo comportamento.
Molti genitori usano il time out per motivi sbagliati. Grazie ad una ricerca effettuata dalla "Oklahoma State University" è stato scoperto che i time out funzionano meglio sui bambini piccoli che fanno l'opposto di ciò che dice un genitore intenzionalmente. Se un bambino viene messo in time out per ragioni sbagliati o se la tecnica viene usata troppo spesso, il suo comportamento potrebbe peggiorare, come ha spiegato il professor Robert E. Larzelere, Ph.D, esperto di Scienze della famiglia. I bambini piccoli che si lamentano del cibo o che sono da troppo tempo davanti al tablet rispondono meglio ad approcci diversi. I genitori devono imparare quali tecniche usare.
Esistono alcune tecniche alternative al time out, come giocare dolcemente e rafforzare i comportamenti positivi. Questa tecnica è stata suggerita da Mandi Silverman, psicologo clinico dell'ADHD and Behavior Disorders Center presso il Child Mind Institute a New York City. È giusto dare ricompense quando i bambini hanno questi comportamenti, spiegando loro che stanno giocando davvero molto bene. I genitori devono usare le frasi giuste nei confronti del proprio bambino, spiegando al bambino quando è calmo cosa non è giusto fare.
La tecnica più efficace di time out prevede cinque fondamentali passaggi:
Avvertire il bambino prima di procedere con il time out. Basta un solo avvertimento, senza ripetizioni e se il bambino non inizia a collaborare si deve procedere con questa tecnica;
Annunciare l'applicazione del time out. Quando il bambino combina il guaio bisogna ribadire cosa ha fatto di sbagliato e accompagnarlo alla sedia posizionata nell'angolo della casa. Le spiegazioni non vanno date durante il time out;
Avviare il timer dell'orologio. I genitori di oggi tendono ad usare la regola di un minuto ogni anno di età del bambino. In realtà anche brevi periodi da uno a tre minuti sanno essere efficaci;
Rendere il time out noioso. Durante il time out non bisogna parlare con il bambino e non bisogna stabilire con lui alcun contatto visivo. Spesso non è facile, perché il bambino per rabbia può dire cose che fanno perdere la pazienza alla mamma oppure chiedere di bere o di mangiare. Bisogna completamente ignorarlo;
Sancire la fine del time out. Una volta che il tempo del time out è finito bisogna annunciarlo, a prescindere dal fatto che il bambino sia ancora agitato.
Si capisce se il time out è efficace perché piano piano si userà sempre meno. In alcune situazioni, però, il bambino si rifiuta di andare in time out e spesso i genitori non sanno come comportarsi. È importante offrire al bambino una scelta, ovvero se collaborare oppure perdere un privilegio, come guardare la televisione. Se il bambino rifiuta il time out bisogna procedere spegnendo la televisione.
Bisogna offrire al bambino del tempo libero nel quale può comportarsi bene. In questo caso si può spiegare che il time out solitamente è di tre minuti ma che va immediatamente a farlo possono diventare due minuti.
È importante mettere in gioco se stessi. E tentare di fare il time out al contrario, ovvero sono i genitori che cambiano stanza per tre minuti (questo ovviamente si fa solo se il bambino è al sicuro o con un altro adulto).
Mentre il bambino fa il time out nessun membro della famiglia deve dargli attenzioni. Durante quel tempo i genitori possono fare quello che stavano facendo, tenendolo sempre d'occhio in modo che non faccia nulla di pericoloso o che non tenti di scappare dalla sedia.
Quando i bambini sono due il time out va dato ad entrambi, perché se si dà la colpa a quello sbagliato si corre il rischio di punire il bambino che si è comportato bene e lasciar stare quello che, invece, si è comportato male. I bambini, in questo caso vanno messi in due zone diverse.
Se il genitore ha dato troppi time out, ma il bambino continua, per esempio a lanciare giocattoli, allora si può pensare di dare un time out al giocattolo. Questo può aiutare ad insegnare al bambino l'autocontrollo e a ridurre i comportamenti scorretti. Per farlo basta portare via per i minuti scelti il giocattolo, per poi riportarlo al bambino quando è scaduto il tempo.
Fonte:
nostrofiglio.it
Leggi anche:
Sculacciate ai bambini: anche in Francia è diventato un reato
Quando il bambino fa i capricci urlare è inutile
Il metodo dei cinque elastici per allenare la pazienza con i figli




