Iperemesi gravidica: tutto quello che bisogna sapere
A cura di: Redazione
Nell’ultima settimana, dopo l’annuncio della terza gravidanza di Kate Middleton, si è parlato molto di iperemesi gravidica, di cui lei soffre.
È una condizione fisica dovuta alla gestazione, caratterizzata da episodi di vomito ripetuti, che possono arrivare al punto di portare la donna incinta alla perdita di peso, alla disidratazione e allo squilibrio metabolico.
Quasi tutte le gravidanze, o almeno quelle di tre donne su quattro, sono caratterizzate da nausea e vomito fin dalle prime settimane di gestazione, ma solitamente si tratta di sintomi compatibili con le attività quotidiane, che non compromettono la salute delle gestanti.
Nel caso dell’iperemesi gravidica, il vomito può raggiungere picchi talmente intensi da rendere impossibile la corretta alimentazione e la normale vita quotidiana.
Le future mamme che soffrono di questo disturbo vomitano molto spesso, dalle tre volte al giorno fino a molte molte di più. Questa condizione aumenta il rischio di disidratazione, di perdita di peso e di alterazione degli squilibri metabolici e nutrizionali.
In alcuni casi, quando accorgimenti contro la nausea e medicinali non bastano, si può arrivare al ricovero in ospedale.
L’iperemesi gravidica è considerata la prima causa di ricovero in ospedale durante il primo trimestre di gravidanza , ma nonostante questo non si tratta di un disturbo particolamente diffuso.
Le cause di questo disturbo non sono del tutto chiare, ma l’ipotesi è che si possa trattare di una combinazione di fattori genetici, psicologici, culturali e biochimici. Potrebbe dipendere dalle variazioni oronali della gravidanza, come l’aumento dei liveli di gonadotropina corionica e di estrogeni, che possono influire sulla funzionalità gastrointestinale.
Si parla anche di un’origine psicosomatica per l’iperemesi gravidica, come se la nausea e il vomito possano essere una conseguenza di un disagio psicologico o di un momento di stress, che porta a questa reazione dell’organismo. Non esistono, però, dati scientifici che possano dimostrare la veridicità di questa ipotesi. Questo disturbo è stato addirittura associato ad una malattia psichiatrica, come la depressione, oppure ad un forte stress psicologico.
Si parla, inoltre, di una possibile componente ereditaria, in quanto molte donne che hanno una mamma o una sorella che ha sofferto di iperemesi gravidica, hanno un rischio maggiore di soffrirne anche loro.
Esistono delle condizioni che sono frequentemente associate all’iperemesi gravidica, come la giovane età materna, l’obesità, la gravidanza multipla, la presenza di questo disturbo in gravidanze precedente oppure la familiarità.
Non è una condizione facile, anzi, può portare diversi disagi anche dal punto di vista psicologico ed emotivo, in quando le future mamme che soffrono di questo disturbo possono sentirsi molto più stanche, stressate e agitate, ma anche confuse e preoccupate su come andrà il resto della gravidanza.
I dati fino ad ora disponibili su questa condizione fisica hanno suggerito che non vi sono effetti sulla salute del feto, ma non è escluso che si possa arrivare ad un parto prematuro o ad un basso peso del bambino al momento della nascita.
Non esiste una cura vera e propria, ma ci sono tanti accorgimenti che possono aiutare le gestanti ad attenuare i sintomi e ridurre i rischi di eventuali complicazioni. Per quanto riguarda ciò che si può fare a casa per tenere sotto controllo l’iperemesi gravidica le future mamme possono scegliere pasti piccoli e frequenti, separare l’assunzione di cibi solidi e liquidi, preferire cibi secche e bevande fredde ed evitare cibi con odori forti.
Può essere di grande aiuto l’assunzione di zenzero, mentre vi sono pareri contrastanti per quanto riguarda l’agopuntura, la psicoterapia e l’ipnosi, che hanno risultati molto soggettivi.
Le Linee guida per la gravidanza fisiologica, del Ministero della Salute, ha svelato che la categoria degli antistaminici è la più efficace contro la nausea e il vomito in gravidanza.
Nel caso in cui i farmaci non fossero sufficienti per tenere sotto controllo questo fastidioso disturbo potrebbe essere necessario il ricovero ospedaliero.
Fonte:
nostrofiglio.it
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