Il litio, farmaco per la depressione, può essere pericoloso in gravidanza?
A cura di: Redazione
Le Linee guida dell’American Psychiatric Association e del National Institute for Health and Care Excellence considerano il litio come farmaco per eccellenza nel trattamento della depressione e del disturbo bipolare. Alcuni studi hanno, inoltre, confermato che è molto efficace nel ridurre il rischio di suicidio.
Il disturbo bipolare colpisce il 2% della popolazione e può avere un impatto molto forte durante la gravidanza o nel post parto. Si tratta dii una condizione psichiatrica cronica caratterizzata da sbalzi di umore ed un rischio di suicidio maggiore di 15 volte rispetto al resto delle persone.
Questo farmaco, però, potrebbe essere molto pericoloso se assunto in gravidanza, in quanto potrebbe provocare malformazioni congenite nel bambino e aumentare i tassi di riammissione in ospedale.
I ricercatori della Icahn School of medicine al Monte Sinai (Stati Uniti) hanno analizzato il rischio di malformazioni congenite in 727 mamme che assumevano litio, rispetto a 21.397 donne con disturbi dell’umore che però non assumevano questo farmaco.
I bambini esposti al litio nel primo trimestre ha presentano malformazioni una volta e mezzo in più rispetto a quelli che non erano stati esposti all sostanza. Il rischio di riammissione dei neonati in ospedale entro 28 giorni dalla nascita è raddoppiato.
L’esposizione al litio, però, non è risultata in nessun modo associata a complicazioni delle gravidanza o del parto, come parto prematuro, diabete gestazionale, preeclampsia o peso basso alla nascita.
Gli esperti consigliano a tutte le donne con depressione grave o disturbo bipolare di continuare la terapia con dosi molto minori nel primo trimestre oppure di sospenderla fino alla fine del primo trimestre o, ancora meglio, fino a dopo il parto.
Fonte:
bimbisaniebelli.it
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