Il Bonus Mamma Domani, annunciato e in ritardo: dove sono gli 800 euro?
A cura di: Redazione
Si è parlato molto del Bonus Mamma Domani, ovvero 800 euro interamente dedicati a tutte le prime spese legate alla nascita del bambino, come gli esami preparto, la culla, il passeggino, i farmaci e i vestitini.
Tutto doveva partire il 1° Gennaio 2017 solo che ad oggi il modulo per fare domanda sembra completamente inesistente.
Le mamme chiamano l’Inps per avere risposte ma i funzionari non hanno alcuna idea di quando il modulo sarà disponibile. L’unica cosa certa è che una volta disponibile ci vorranno almeno sessanta giorni per approvare le prime richieste, il che significa che nel frattempo, mentre i tempi si allungano, tutte queste donne dovranno arrangiarsi con le spese.
A fine febbraio, sul sito Inps, era apparsa una circolare che spiegava che tutte le donne, italiane e straniere, a prescindere dal reddito, hanno il diritto di richiedere il bonus.
L’Inps ha precisato che la ragione del ritardo è nella mancanza di dettaglio con cui è stata scritta la misura. Ad inizio gennaio il presidente dell’Inps Boeri aveva chiesto al ministro della Famiglia Enrico Costa di precisare i criteri per accedere al Bonus Mamma Domani. Queste precisazioni sono arrivate con settimane di ritardo, e sono state anche modificate. L’Inps, intanto, parla di un lancio imminente, ma decide di non sbilanciarsi per il momento sulla data in questione.
Lo scetticismo cresce, anche perché bastava accettare le domande cartacee in attesa di quelle telematiche, ma i moduli di carta non sono stati accettati.
I fondi stanziati nella legge di Bilancio per la misura sono importanti. Si parla di 600 milioni di euro per il 2017, che dovrebbero garantire il bonus di 800 euro a 750 mila famiglie.
L’unica cosa che ha precisato l’Inps è che una volta avviata la misura sarà retroattiva, per questo le donne che sono entrate nell’ottavo mese o hanno partorito senza poter presentare la domanda possono stare tranquille perché non perderanno i soldi del bonus.
Il problema, che hanno sottolineato i funzionari, è che quando la situazione si sbloccherà ci saranno molte domande arretrate e di conseguenza le operazioni di approvazione andranno per le lunghe.
La speranza è che l’attesa sia al massimo della durata di due mesi.
Fonte:
repubblica.it
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