Genitori e figli: perché il mare rende i bambini nervosi?
A cura di: Redazione
Il mare stanca e innervosisce, è risaputo. I bambini stanno gran parte della giornata in acqua, giocano con la sabbia, corrono, fanno amicizia, si sentono più liberi, ma spesso sono anche più agitati e irrequieti del solito.
Ma perché il mare rende i bambini più nervosi? È meglio scegliere le vacanze in montagna o al mare?
Alberto Giovanni Ugazio, pediatra dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, ha risposto a queste domande su Repubblica, spiegando che solitamente i bambini in montagna sono più calmi rispetto a quando trascorrono le vacanze al mare, ma si tratta più che altro di una questione ambientale, anche legata alle varie attività che svolgono durante la giornata.
L’antica teoria che esisteva già ai tempi dei nostri nonni, che la stanchezza di una giornata al mare è dovuta anche allo iodio, è stata ufficialmente smentita. È vero che lo iodio attiva il metabolismo e crea un notevole stress al corpo dopo un anno passato al chiuso senza svolgere tutte quelle attività, ma si assume con le goccioline marine che finiscono in bocca o nel naso, come ha precisato il pediatra, per cui si tratta di una quantità davvero minima, in quanto il fabbisogno di iodio è soddisfatto dall’alimentazione.
La stanchezza e il nervosismo possono più facilmente essere dovuti alla carenza di iodio, per cui questa antica teoria non può considerarsi veritiera.
Il vero motivo per cui i bambini al mare sono più nervosi, come ha spiegato il dottor Ugazio, è che l’ambiente, rispetto alla campagna, è molto più rumoroso, luminoso, confusionario, e le attività sono decisamente più stancanti visto il tipo di libertà e di giochi che si fanno solitamente in spiaggia.
Anna Oliviero Ferraris, psicologa dell’età evolutiva, parlando della difficile scelta delle vacanze per i genitori ha spiegato che fino a 15 giorni si può vivere serenamente, ma dopo la terza settimana al mare si può accusare una particolare stanchezza, per cui bisogna valutare anche il tempo da trascorrere al mare.
La luce e il sole rendono il mare un ambiente più stimolante, in quanto il sole sintetizza la vitamina D, che è fondamentale per le ossa, e sappiamo che la maggior parte dei bambini hanno un deficit di questa vitamina. I bambini al di sotto dei due anni, in ogni caso, come precisa il pediatra, non devono essere esposti al sole in quanto il rischio di colpi di calore è molto alto.
Anche gli orari dei pasti tendono a slittare durante le vacanze al mare. I bambini fanno merenda quando hanno fame, spesso più tardi perché prima si fanno il bagno, e di conseguenza cenano più tardi e vanno a dormire più tardi, e questo può provocare insonnia e un nervosismo maggiore i giorni seguenti.
La colpa dell’insonnia da vacanze, spesso, è anche dei genitori, che felici di essere in vacanza, con la grande voglia di staccare dalla routine, dimenticano le esigenze dei bambini e perdono i ritmi, mandandoli a letto più tardi oppure saltando il sonnellino pomeridiano.
I bambini non devono fare la stessa vacanza dei genitori. Gli adulti possono stare svegli fino a tardi perché non lavorano, ma i più piccoli hanno bisogno di mantenere il più possibile le loro abitudini per poter recuperare facilmente e non essere nervosi durante le giornate, come ha spiegato il pediatra.
Anche i bambini più grandi devono seguire una certa regolarità, anche se è più difficile farsi obbedire rispetto ai più piccoli, perché vogliono fare i grandi e sentirsi più liberi. I genitori, in questi casi, devono riuscire a creare una routine che possa dare stabilità ai bambini, con abitudini che venivano seguite anche nella quotidianità. Questi gesti, oltre a dare stabilità e serenità, contribuiscono a creare un rapporto più saldo e importante tra i genitori e i figli.
La dottoressa Ferraris ha, inoltre, sottolineato l’importanza di bandire completamente televisione e giochi elettronici durante le vacanze, in quanto potrebbero irritare e innervosire i bambini.
Le vacanze servono a socializzare, a giocare, a divertirsi, e a recuperare il tempo con i genitori facendo qualcosa di bello e stimolante insieme.
Fonte:
repubblica.it
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