Depressione post partum: servizio online per il sostegno della neomamma e del bambino
A cura di: Redazione
In Italia una neomamma su dieci soffre di depressione post partum nei primi mesi dopo la nascita del bambino. Purtroppo meno del 50% delle donne colpite da questo disturbo ha la consapevolezza e il coraggio di chiedere un aiuto o un sostegno a qualcuno di competente.
Onda, Osservatorio nazionale per la salute della donna e di genere, ha proposto la campagna “Un sorriso per le mamme”, con lo scopo di tutelare il benessere psicofisico della donna, della coppia e del piccolo.
Il servizio online del sito internet www.depressionepostpartum.it dona la possibilità alle neomamme di trovare i nominativi e le attività dei centri di supporto per la depressione post partum.
Con il servizio “l’esperto risponde” potranno chiedere aiuto direttamente ad uno specialista. Lo scopo di questa campagna è quello di prevenire la depressione post partum. Molte donne soffrono di un disturbo dell’umore già nelle prime settimane dopo il parto, ma i numeri salgono durante i primi tre mesi e il primo anno dopo il parto. I sintomi continuano ad essere troppo sottovalutati sia dalle pazienti stesse che dai clinici.
Rossana Riolo, presidente Kairos Donna, associazione che si occupa dell’assistenza socio sanitaria, della tutela e della promozione del supporto psico-sanitario alla donna, ha spiegato che si dà spesso troppo per scontato che una neomamma debba per forza essere felice. Questo è un falso mito che deve essere sfatato. La depressione post partum è un problema di salute pubblica molto importante e per questo non deve essere sottovalutato da nessuno.
Il momento della nascita del bambino è un momento bello, di grande gioia, ma può mettere in crisi l’equilibrio della donna, che vede la sua vita completamente cambiata. Spesso le neomamme si sentono insicure, sole, tristi, inadeguate e irritabili. Piangono facilmente e non sanno come gestire gli impegni che devono affrontare.
Una ricerca dell’Università di Yale ha svelato che il 37% delle neomamme ha il terrore di poter fare del male al bambino, il 20% si sente troppo stressata e il 39% viene sovrastata da una serie di pensieri superstiziosi. Tutti questi disturbi possono sfociare in depressione post partum. Quando questo accade la maggior parte delle donne si vergogna e si sente in colpa e di conseguenza non riesce a chiedere aiuto.
Questo problema può inziare prima della nascita del bambino e può portare delle conseguenze al feto.
Massimo Ammanti, psichiatra e autore del libro “Quando le madri non sono felici”, ha spiegato che nel caso di stress in gravidanza possono esserci rischi come quello del parto prematuro o di bambini sottopeso. È successo a molte mamme dopo l’attentato dell’11 Settembre 2001, ma è accaduto anche a donne che si sono separate dal compagno o dal marito, o donne che hanno subito stalking o violenza. Questo stress prenatale è associato al disturbo da deficit di attenzione e iperattività o ad altri disturbi del bambino.
Secondo un recente studio i figli di mamme depresse hanno un rischio quattro volte maggiore di sviluppare un disturbo del comportamento e 7 volte maggiore di andare incontro a loro volta alla depressione.
A volte le difficoltà delle neomamme sono legate a precedenti disturbi psichiatrici in famiglia o nella loro storia personale.
Nicoletta Giacchetti, psichiatra del Policlinico Umberto I di Roma, che gestisce un servizio dedicato ai disturbi perinatali con la professoressa Franca Aceti, ha spiegato che la maternità comporta per forza una ridefinizione della propria identità e un confronto con la propria madre. Se ci sono state delle difficoltà in questo senso possono diventare un vero e proprio ostacolo. La cura di queste donne richiede un approccio di tipo farmacologico e psicologico. È, inoltre, importante prendersi cura della coppia madre e bambino per prevenire ripercussioni sullo sviluppo psicofisico di quest’ultimo.
Nel 2020, secondo l’OMS, il 20% dei bambini e degli adolescenti avrà probabilmente bisogno di un supporto psicologico o psichiatrico.
Ammaniti ha spiegato che per prevenire è importante la consulenza psicologica in gravidanza. Segnali come ansia, insicurezza, ossessioni, paura del parto e della nascita devono essere svelate a qualcuno di competente. Il sostegno può aiutare la futura mamma a gestire la situazione con tranquillità.
Giacchetti ha aggiunto che è bene lasciare la mamma con il suo bambino anche in caso di depressione. Se non ci sono rischi oggettivi potrebbe essere deleteria una separazione. Per gestire la patologia materna esistono le Unità Madre –Bambino, che prevedono il ricovero congiunto in presenza di un team multidisciplinare.
Fonte:
repubblica.it
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