Avere un figlio rende i papà più felici delle mamme: lo studio europeo
A cura di: Redazione
Se chiediamo ad una donna italiana se è felice di avere un figlio lei risponderà di si, ma se le chiediamo se era più felice prima o dopo avere un figlio sarà titubante, arrivando ad ammetterle di esserlo un po’ meno da quando è mamma.
Si tratta di una sensazione leggermente negativa ormai cucita sul ruolo di mamma, che suggerisce di pensarci molto bene prima di fare altri figli. Infatti il tasso di fecondità si ferma a 1,4 figli in Italia.
I papà, invece, alle stesse domande risponderanno che dopo il primo sconvolgimento vissuto con l’arrivo del bambino il loro livello di felicità è tornato esattamente come prima.
Ovviamente non è così in tutte le famiglie, non si vuole generalizzare questa situazione, ma è il risultato di una ricerca che Letizia Mencarini, professore associato di Demografia all’Università Bocconi, conduce dal 2013 all’interno del progetto Swell-Fer.
Questo progetto, finanziato con un milione dall’Ue, serve per indagare il rapporto tra benessere soggettivo e fertilità in Europa e per sciogliere il dubbio che si chiede se sono i figli a dare felicità o se è la felicità che spinge ad avere dei figli.
Negli Stati meridionali e orientali il legame tra benessere e procreazione presenta una lieve flessione verso l’infelicità, invece salendo verso i Paesi scandinavi si cambia completamente strada in quanto i genitori mostrano di avere un alto livello di benessere legato al momento dell’attesa di un figlio, cui seguen un peggioramento nei primi anni di vita. Le sensazioni positive tornano e generalmente il livello di felicità delle mamme e dei papà resta più alto rispetto a quando non avevano figli. Si parla di Paesi in cui le politiche di welfare sono molto più attente ai bisogni della famiglia.
“Ho abitato in Norvegia e mi ha fatto aprire gli occhi su quanto sia maschile l’impostazione del lavoro in Italia. Qui si fissa senza problemi una riunione alle sei di sera. Là non dopo le due, perché alle quattro madri o padri indistintamente vanno a prendere i bambini a scuola” ha spiegato Letizia Mencarini.
La ricerca mostra che la felicità è influenzata dai fattori sociali, con una corrispondenza tra cultura elevata, fertilità e felicità.
Il paper The cultural foundations of happiness, scritto con Pierluigi Conzo dell’università di Torino, Arnstein Aassve della Bocconi e Giulia Fuochi di Padova ha dimostrato che le società con un forte senso del rispetto e un’alta fiducia negli altri sono più felici, ma che non vedono l’obbedienza come un valore, come nei Paesi del Nord, mentre l’Italia è a metà classifica e in fondo si trova l’area dell’ex Urss.
La felicità sarebbe anche una questione di genere e se i padri di ogni latitudine dimostrano una felicità maggiore rispetto agli uomini senza figli, per le donne non è così.
I sondaggi analizzati da Letizia Mencarini in un altro studio, condotto con Maria Sironi dell’Università di Oxford e con Arnstein Aassve della Bocconi, confermano che nei Paesi Scandinavi le donne con i figli sono molto più felici di quelle che non ne hanno. In Italia le mamme prese nel loro complesso hanno un benessere superiore rispetto alle donne senza figli anche se individualmente affermano che la maternità ha peggiorato la loro vita.
“In generale nel nostro studio notiamo che il benessere soggettivo aumenta se il figlio arriva dopo i 30 anni, probabilmente anche per la stabilità economica che si ha a quell’età” ha concluso Letizia Mencarini.
Fonte:
repubblica.it
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