Aborto spontaneo: perché si manifesta?
A cura di: Redazione
L'aborto spontaneo è un vero e proprio lutto. Un dolore che moltissime donne hanno provato, che rimane dentro, insieme al senso di colpa e alla paura di aver fatto qualcosa di sbagliato che possa aver causato la perdita del bambino.
L'aborto spontaneo, in realtà, è un evento quasi fisiologico. In molti casi può presentarsi durante il periodo delle mestruazioni, tanto che spesso le donne non se ne accorgono.
È la morte in utero del feto che avviene prima dell'epoca gestazionale in cui sarebbe in grado di sopravvivere al di fuori del grembo materno.
Il periodo più delicato è il primo trimestre e, secondo la casistica, una gravidanza su tre finisce con un aborto spontaneo.
A meno che non vi sia una malattia o un trauma molto forte, le cause dell'aborto sono quasi del tutto sconosciute. Si pensa sia dovuto a delle gravi alterazioni del DNA che non consentono al feto di sopravvivere.
Solitamente, nelle prime fasi, si ci rende conto di essere il presenza di un aborto quando è già avvenuto, per via dell'assenza del battito durante l'ecografia, di perdite di sangue o di abbassamento dei valori delle Beta HCG.
In alcune situazioni, però, le donne se ne accorgono in tempo. Questo avviene in caso di perdite ematiche oppure se durante l'ecografia il medico si accorge di un parziale distacco della placenta o di una dilatazione dell'utero precoce.
In questo caso viene consigliato il riposo assoluto e possono essere somministrati farmaci per prevenire la comparsa delle contrazioni o può rendersi necessario il cerchiaggio del collo dell'utero.
Se si presenta l'aborto spontaneo il ginecologo deve controllare che il materiale abortivo venga espulso del tutto. Se questo non avviene si procede con il raschiamento, un intervento che viene praticato per rimuovere le tracce di gravidanza e riportare l'utero alle condizioni normali.
Fonte:
mamme.it
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